ARTICOLO

Glossario essenziale dell’editoria

di Andareacapo

Glossario essenziale dell'editoria

Scritto da Alessia Vannini

Qualunque cosa tu abbia scritto: a mano, a macchina o al computer, che sia un libro, una tesi di laurea, un documento, un contratto, una ricerca o un diario; io sono qui per renderlo pulito, ordinato e pronto per essere presentato. A chi? Alla casa editrice dei tuoi sogni, ai tuoi lettori, al tuo relatore, al tuo cliente, ai tuoi colleghi al convegno. A chiunque. Non ci sono limiti. Ci sono solo errori da correggere. E io sono qui per questo.

3 Gennaio 2022

Anche il mondo dei libri (avevi dubbi?) ha i suoi termini tecnici. In questo articolo ho cercato di mettere insieme i più comuni per creare un piccolo glossario fondamentale, senza la pretesa di essere in nessun modo esaustiva.

  • BATTUTA

Per battuta (o carattere) si intende lettera, numero, punteggiatura, segno grafico, tutto. Se io scrivo «che bella giornata è stata il 26, vero?» conterò 39 battute (7 spazi, 2 numeri, 2 segni di punteggiatura, 28 lettere); se fosse stato parte di un dialogo, le battute sarebbero state 41, perché avrei contato anche le caporali.

Consiglio: tranquillo, non dovrai contare tu le battute! Lo farò io, e comunque i programmi di videoscrittura (come Word) lo fanno in automatico.

  • BOZZA

La bozza è la prova di stampa su cui il correttore dà la caccia a errori e refusi. Errori del testo, certo, ma non solo. Il correttore ha, infatti, anche il compito di controllare la corretta impaginazione e formattazione.

  • CAPOVERSO

Il capoverso è l’insieme degli spazi bianchi (rientri) che si trovano all’inizio di una riga di testo o all’inizio della prima riga del paragrafo. La misura del capoverso rientra tra quelle che chiamiamo ‘norme redazionali’: ogni realtà può scegliere la misura che preferisce.

Curiosità: spesso capita che si scelga di non mettere rientri di capoverso nel primo paragrafo di un capitolo. In questo caso parliamo di capoverso sospeso, ma solo se gli altri paragrafi hanno capoversi rientrati.

  • CARTELLA EDITORIALE

La cartella editoriale (o semplicemente cartella) è l’unità di misura che serve a fissare la lunghezza di un testo: non si misura mai a pagine o a parole, ma sempre a cartella. Questo perché è una misura fissa. La maggior parte delle realtà editoriali – io stessa – fissano una cartella a 1800 caratteri (o battute), spazi inclusi. Per alcune CE, ma sono poche, è invece formata da 2000 caratteri (o battute), spazi inclusi.

Consiglio: nel mio preventivo troverai sempre il prezzo a cartella editoriale da 1800 caratteri (spazi inclusi), in modo che non ci siano mai fraintendimenti sul mio metodo di conteggio.

  • CIANOGRAFICA

La cianografica è l’ultima bozza, quella pronta per la revisione finale, nella quale il correttore potrà apportare modifiche solo se indispensabili.

Curiosità: sai perché si chiama così? Perché in origine era caratterizzata dal colore ciano, proprio dell’acido con cui era trattata la carta utilizzata.

  • CODICE ISBN

Il codice ISBN (International Standard Book Number) è un codice internazionale a 13 cifre per l’identificazione univoca del libro. Ma cosa indicano le 13 cifre? ➡ Le prime tre (978 o 979) identificano il libro. Poi, a seguire ci sono: 2 cifre per l’area linguistica (88 o 12 per l’italiano), da 1 a 6 per l’editore, da 1 a 6 per il titolo e l’ultima è la cifra di controllo, quindi casuale.

Curiosità: gli ultimi due gruppi (editore e titolo) sono inversamente proporzionali: più importante è l’editore, più piccola è la sua cifra identificativa perché avrà bisogno di un numero maggiore di cifre per i titoli.

  • COLLAZIONE

La collazione è la creazione di un terzo documento derivante dal confronto, e quindi dall’unione, di due correzioni fatte da due correttori diversi.

  • GABBIA

La gabbia (detta anche griglia) è lo spazio della pagina utile all’inserimento del testo. Si chiama così perché in passato vi erano tracciate le riquadrature destinate a contenere le righe di testo.

Curiosità: è importante non confonderla con i margini, che invece sono la parte del foglio bianca posizionata tra la superficie scritta e l’estremità della pagina.

  • GIRO DI BOZZA

Giro di bozza è il nome che viene dato alla correzione. In un mondo ideale, per avere la sicurezza di aver fatto un ottimo lavoro dovrebbero essere almeno due – ma potremmo arrivare anche a quattro – e fatti da professionisti diversi, in modo da eliminare ogni imperfezione. Nel mondo reale, invece, bisogna fare i conti con i tempi strettissimi e il budget ridotto all’osso. Ecco perché anche nelle CE, persino nelle più blasonate, ne viene fatto uno o al massimo due per risparmiare tempo e denaro. Risultato? Libri imperfetti pieni di refusi, persino se pubblicati dalle ‘big’.

  • IMPAGINATO FINALE

L’impaginato finale è il file già visionato dall’editor e dall’impaginatore. È quindi il file (per la maggior parte delle volte in formato .PDF) su cui dovrebbe, almeno in teoria, lavorare il correttore di bozze. È su questo file che il correttore segnalerà tramite commenti eventuali errori sia del testo sia di impaginazione. Chiaramente, l’impaginato finale può essere anche cartaceo. In questo caso il correttore segnalerà gli errori tramite una simbologia condivisa con gli altri professionisti.

  • INTERLINEA

L’interlinea è lo spazio bianco orizzontale che vediamo tra le righe di un testo e si può misurare in righe o punti. Infatti, quando si scrive qualsiasi testo su un programma di videoscrittura (come Word, per esempio) possiamo scegliere, tra tante altre cose, quanto spazio lasciare tra le righe di un singolo paragrafo, quanto tra un paragrafo e l’altro, quanto tra il titolo e il corpo del testo e così via.

Consiglio: per fare questo correttamente è necessario lavorare sui cosiddetti stili di paragrafo, lo scoglio più duro per tutti gli studenti dei corsi per correttore di bozze. Posso assicurarti però che, una volta capito il meccanismo, sarà uno strumento che ti faciliterà tantissimo il lavoro e soprattutto eliminerà quell’orribile e inutile sfilza di invii che rende il tuo testo talmente mobile da cambiare aspetto a ogni correzione, ma soprattutto… a ogni stampata! No, non voglio farti preoccupare e non voglio neanche che tu impari a usarli: tu mandami il testo esattamente come sai scriverlo, con tutti gli invii che vuoi, a paragrafarlo correttamente ci penserò io!

  • NORMARIO EDITORIALE

Il normario editoriale (o norme redazionali) è l’insieme delle regole, sia grafiche sia stilistiche, che una casa editrice decide di adottare per i testi da pubblicare. Queste norme riguardano, per esempio, l’impostazione dei dialoghi; come e quando adottare il corsivo, il grassetto, o il maiuscoletto; il font del testo, la sua grandezza per i titoli, i sottotitoli e il testo vero e proprio; come trattare i numeri e così via. Chiaramente, ogni casa editrice ha il suo normario editoriale, anzi, spesso ne ha uno diverso per ogni collana.

Consiglio: oggi, molte case editrici lo rendono pubblico sui loro siti e quindi, anche per il lettore, è spesso facile recuperarlo e consultarlo. Perché te lo dico? Perché se vuoi farmi correggere il tuo testo prima di inviarlo a una CE specifica, sarebbe bene recuperarlo e adattare le nostre correzioni di conseguenza. In questo modo, si vedrebbero arrivare un testo pulito e potrebbero bypassare la fase di correzione con un loro notevole risparmio di tempo e denaro. Et voilà! Le chance di essere pubblicati potrebbero essere molte di più!

Leggi anche: Di cosa si occupa il correttore di bozze? 9 tipologie di errori.

  • ORFANA

L’orfana è la riga finale di un paragrafo o di un capitolo, isolata dalle altre perché si ritrova sola soletta come prima riga della pagina successiva. Il correttore di bozze deve correggerla perché considerata errore.

Curiosità: nei manuali di grafica, spesso il significato di orfana viene invertito con quello di vedova (riga isolata a fine pagina). Per questo motivo, oggi l’orfana è più comunemente chiamata riga isolata.

  • RIGHINO

Il righino è la riga (composta da meno di quattro battute) che chiude il capoverso o il paragrafo. Il correttore di bozze deve correggerlo perché è considerato errore.

Curiosità: c’è un ‘secondo livello’ di righino, ancora più bistrattato, poverino, chiamato righino volante: si ha quando il righino è all’inizio o alla fine della pagina. Da evitare assolutamente, anche se dovesse essere formato da una mezza riga anziché da pochissime battute.

  • RISCONTRO

Il riscontro è l’ultimo controllo, quindi l’ultima revisione, prima della stampa. In questa fase ci si deve accertare che l’impaginatore abbia applicato tutte le indicazioni fornite dal correttore di bozze che ha eseguito l’ultimo giro di bozza, e abbia dunque eliminato tutti gli errori. Dovrebbe occuparsene un correttore ma, essendo un lavoro non particolarmente complesso, spesso nelle CE viene affidato a uno stagista.

  • VEDOVA

La vedova (o riga vedova) è la riga iniziale di un paragrafo isolata dalle altre perché si ritrova sola soletta come ultima riga di una pagina. Prima di lei c’è un’interlinea a separarla dal paragrafo precedente. Negli anni passati, il correttore di bozze doveva correggerla perché considerata errore, oggi c’è la tendenza ad accettarla.

Curiosità: Nei manuali di grafica spesso il significato di vedova viene invertito con quello dell’orfana (riga isolata a inizio pagina). Per questo motivo, in questo ultimo caso si preferisce parlare di righino (da eliminare).

 

Eccoci arrivati in fondo al nostro piccolo glossario essenziale. Spero di averti chiarito un po’ le idee su tutti quei termini che a chi non li mastica tutti i giorni possono sembrare un po’ difficili da comprendere. Se hai dubbi o perplessità scrivimi! Sarò felice di risponderti.

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