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Come lavora un correttore di bozze? 12 trucchi per correggere meglio

di Andareacapo

come lavora un correttore di bozze da casa?

Scritto da Alessia Vannini

Qualunque cosa tu abbia scritto: a mano, a macchina o al computer, che sia un libro, una tesi di laurea, un documento, un contratto, una ricerca o un diario; io sono qui per renderlo pulito, ordinato e pronto per essere presentato. A chi? Alla casa editrice dei tuoi sogni, ai tuoi lettori, al tuo relatore, al tuo cliente, ai tuoi colleghi al convegno. A chiunque. Non ci sono limiti. Ci sono solo errori da correggere. E io sono qui per questo.

19 Settembre 2022

Ti vedo. Hai voglia di domandarmelo, lo so: ma, insomma, Alessia, come lavora un correttore di bozze? Sembra una domanda facile, eppure è difficilissima. Perché dipende se lavori su cartaceo o direttamente a schermo. Perché dipende se sei freelance e lavori da casa oppure se sei in casa editrice o in agenzia, e quindi in un ufficio. Perché ci sono vari trucchetti per mantenere alta l’attenzione. Perché ognuno ha il suo metodo.

Come lavora un correttore di bozze da casa?

Il lavoro in redazione, in un ufficio, è certamente diverso da quello di un professionista indipendente. Io, ormai lo sai, sono una freelance e tale intendo rimanere. Non voglio neanche sentir parlare di legami a doppio filo con nessuno. Non voglio mai più essere una dipendente. Al di là di questo, però, devo avere un metodo di lavoro: come organizzo il mio lavoro e le mie giornate nel mio angolino che mi sono ricavata da una nicchia in cucina? In poche parole, come lavora un correttore di bozze da casa? Posso rispondere solo in parte a questa domanda, spiegandoti come lo faccio io.

Prima di tutto chiariamo una cosa: non amo lavorare su cartaceo e, sinceramente, non mi è neanche mai capitato di doverlo fare. La correzione a schermo è comoda, veloce, ecologica. Quanta carta possiamo risparmiare se non stampiamo le bozze?

Sì, lo so. Su carta gli errori si vedono meglio e i ‘puristi’ della cdb non vogliono sentir parlare di correzione a schermo. Io, invece, amo fare proprio quella. È quindi chiaro che se proprio vuoi una correzione di bozze su carta possiamo parlarne, certo, ma forse dovresti rivolgerti a un altro professionista.

Ti svelo 12 trucchi che uso per tenere alta l’attenzione

Come è giusto che sia, ogni professionista ha il suo metodo. Per questo motivo, la risposta alla domanda iniziale “come lavora un correttore di bozze?” è evidente che non può essere univoca.

Qui provo a elencarti tutti i trucchi che uso io per mantenere alta l’attenzione e scovare ogni più piccolo errore. Mi sento di dirti che molti di questi sono comuni a tutti i correttori, semplicemente perché ‘logici’, altri – e capirai sicuramente quali – strettamente personali:

  • uso lo zoom per ingrandire la pagina (anche fino al 150%, dipende dalla grandezza del carattere). In questo modo riesco a vedere bene anche punti e spazi;
  • evito di lavorare sulla formattazione con le revisioni attive per non avere migliaia di commenti inutili;
  • tengo la tabulazione attiva: in questo modo se, per esempio, ci fosse un doppio spazio, me lo segnalerebbe con un doppio puntino e mi risulterebbe più visibile;
  • uso le famose scorciatoie di Word (trova e sostituisci, strumenti di correzione ecc.) per fare quelle correzioni che possono essere automatizzate e velocizzate;
  • cerco di fare la parte più complicata del lavoro di mattina, quando sono più fresca e attenta;
  • se devo fare la lavatrice o la lavastoviglie, ne approfitto sempre: il loro rumore mi aiuta nella concentrazione (sì, lo so, sono strana forte);
  • ogni 30-40 minuti faccio una pausa di un paio di minuti, mi affaccio alla finestra o, meglio, esco fuori e guardo lontano. I miei occhi mi ringraziano sempre. Poi mi sgranchisco collo e spalle e ricomincio;
  • tengo a portata di mano un block notes dove appuntarmi gli errori più comuni del cliente, le cose che mi vengono in mente da controllare nella lettura successiva, le prime occorrenze delle parole straniere (per ricordarmi quali ho già trovato in corsivo) ecc.;
  • faccio sempre almeno due letture complete più una terza più veloce dove svolgo i controlli finali su tutti gli appunti che mi sono presa (le virgolette sono tutte come devono essere?, le d eufoniche?, gli apostrofi e gli accenti?, ho trasformato i numeri in lettere dove dovevo?, gli elenchi sono uniformati?, ho lasciato in corsivo solo la prima occorrenza delle parole straniere?, ho messo in maiuscoletto tutti gli acronimi?, il cliente scrive sempre via X con la v maiuscola: ho trasformato tutte le occorrenze in minuscolo?, ecc.);
  • se sto lavorando su Word, le due letture complete le faccio in maniera diversa: entrambe con le revisioni attive (ovviamente) ma nella prima uso l’opzione ‘Tutti i commenti’, mentre nella seconda uso ‘Commenti semplici’. Tutto ciò perché nel primo caso vedo esattamente cosa correggo, nel secondo, invece, ho di nuovo il testo pulito ma con le mie correzioni: questo mi permette di vedere se ho sbagliato qualcosa durante la prima lettura ed eventualmente correggere le mie stesse correzioni;
  • mi cronometro. Lo faccio per due motivi: vedere se rientro nel prezzo a cartella che ho proposto e, soprattutto, evitare distrazioni. Se so che ho quell’avvoltoio del cronometro sulle spalle, evito di interrompermi per vedere una qualsiasi notifica di Facebook o per guardare quella mosca che mi sta volando intorno;
  • controllo la risposta a ogni dubbio sia sui manuali che tengo a portata di mano sia su internet, e cerco sempre di arrivare ad almeno due o tre fonti concordanti.

Probabilmente ci sono colleghi che hanno metodi e trucchi diversi, che alla domanda “come lavora un correttore di bozze?” risponderebbero in un modo molto distante dal mio. Io così mi trovo bene. Ovviamente, se hai altro da suggerire o se hai domande, puoi scrivermi o visitare il mio profilo LinkedIn.

Ah, l’ho già detto che faccio il lavoro più bello del mondo?

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